Ultimo aggiornamento: 30-04-2017 - 16:03
Domenica 30 Aprile 2017

Il tempio crematorio a Pisa

10/04/2017

Nei giorni scorsi, nella sede della Domus Mazziniana e in occasione delle celebrazioni del CXLV anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, la So.crem. pisana ha presentato ai suoi soci ed alla cittadinanza tutta, il volume collaborativo Il tempio crematorio a Pisa. Associazionismo laico e igienista nell’Italia dell’Ottocento, pubblicato con semplice, ma elegante veste editoriale da Pisa University Press.

La Società pisana ha intenzionalmente posto, da tempo, tra i suoi compiti, oltre quelli esplicitamente dettati dal suo statuto, anche quello di  far conoscere le proprie radici, di capire le motivazioni della scelta cremazionista, che va di anno in anno crescendo a Pisa (e non solo), di cogliere gli intrecci non sempre evidenti, ma sempre presenti, tra dimensione individuale e dimensione sociale e culturale dell’esistenza e dell’esperienza. Il libro presentato si inserisce a pieno titolo in questo progetto che la Società pisana persegue da anni e che già ha dato vita, a partire dal bel testo di Lorenzo Gestri, Le ceneri di Pisa, ad una serie interessante di pubblicazioni sull’argomento.

A parlare di questa ultima ricerca, dinanzi ad una platea folta ed attenta, si sono riuniti, accanto al presidente della Società pisana, Adolfo Braccini, e con il coordinamento di Claudia Napolitano, vivace rappresentante della casa editrice, Michele Finelli, vicepresidente nazionale della Associazione Mazziniana Italiana ONLUS e uno degli autori del volume da presentare, Gabriella Garzella, già docente dell’Ateneo pisano e ora presidente della Società storica pisana, nonché autrice della prefazione al volume, e, infine, Romano Paolo Coppini, anch’egli già docente all’Università di Pisa e coordinatore del Comitato pisano del Risorgimento. 

Dopo la presentazione generale della Garzella, Finelli ha ripercorso le vicissitudini di Mazzini e Garibaldi nei loro rispettivi rituali funebri ed ha richiamato la figura di Italo Possenti, il giovane studente pisano morto suicida che è stato, del tutto inconsapevolmente, di sprone a far riconoscere in Pisa uno spazio per le esequie e la sepoltura degli a-cattolici, facendo da apripista ad un processo burocratico ed organizzativo di grande interesse. Ma è stato proprio Coppini ad assumersi il compito di ripercorrere nel dettaglio l’intero volume, dalla struttura semplice – sono solo otto capitoli, completati da una interessante cronologia delle tappe più significative della cremazione in Italia –, ma complessa per le diverse prospettive che vi si intrecciano: si va da uno  sguardo storico, che intende scoprire se e quanto l’istruzione laica e progressista abbia avuto peso tra Ottocento e Novecento nella scelta cremazionista ad un’indagine sulla relazione tra cremazione e mondo femminile; dalla ricostruzione di eminenti personalità (come Giuseppe Montanelli o Apollonio Apolloni, senza trascurare le vicende delle esequie di Mazzini e Garibaldi) alle vicende della Società pisana, né si dimenticano i rapporti, prima ostili e di aperta condanna e poi – dopo Paolo VI – più  tolleranti ed aperti tra Chiesa cattolica e cremazionisti. Il volume si chiude con la ricostruzione delle vicende che hanno determinato la scelta d’innalzare il Tempio crematorio pisano, un contributo reso anche più suggestivo dall’apparato iconografico che l’accompagna e lo completa. Per costruire questo quadro, sfaccettato ma unitario nell’ispirazione e negli intenti condivisi da tutti gli autori, si sono riuniti storici dell’educazione e storici generali, sociologhe, studiosi della cultura cremazionista ed architetti: un mix stimolante di competenze e di interessi, che, a quanto i presentatori hanno notato, si è rivelato vincente.

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