Ultimo aggiornamento: 23-05-2013 - 13:27
Giovedì 23 Maggio 2013

Profondo rosso per l’artigianato e la piccola impresa nel 2011

28/06/2012

E’ un bilancio ancora “in rosso” quello dell’artigianato e della piccola impresa presentato dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa sulla scorta dei dati provenienti dall’indagine condotta dall’Osservatorio Regionale Toscano sull’Artigianato.
Le evoluzioni del fatturato, relative al 2011, non sono infatti particolarmente incoraggianti e segnalano una diminuzione media che si assesta al -9,1% per le imprese artigiane e al -7,1% per le micro imprese non artigiane. L’indagine, tuttavia, non segnala l’esistenza di un “caso pisano”: in termini di fatturato, infatti, la regione Toscana perde il 10,2% nell’artigianato ed il 6,3% nella micro-impresa non artigiana.

L’analisi settoriale, tra le imprese iscritte all’albo dell’artigianato, certifica lo stato di profonda crisi dell’edilizia che, tra tutti i comparti, mette a segno la performance peggiore in termini di fatturato
(-13,2%). Non positiva neppure la situazione del manifatturiero (-6,9%), dato sul quale ha inciso pesantemente la crisi del comparto moda, così come quella dei servizi (-6,0%).
Tra le piccole imprese non iscritte all’albo artigiano risultati leggermente migliori, ma pur sempre negativi in termini di fatturato, si segnalano nel manifatturiero (-2,5%), nei servizi (-6,9%) e nell’edilizia -14,7% .

A destare particolare preoccupazione, oltre alle contrazioni del fatturato, vengono anche i dati sulla “diffusione” della crisi. Nel 2011 la quota di imprese che ha dichiarato un aumento del proprio giro d’affari rispetto all’anno precedente, dopo i deboli segnali di ripresa del 2010, scende in modo piuttosto repentino: solo il 7% delle imprese artigiane ed il 12% delle micro non artigiane dichiara un aumento rispetto all’anno precedente.

Le continue riduzioni del fatturato si ripercuotono sul numero di addetti: in calo del 2,0% tra le micro imprese non artigiane e dello 0,7% tra le artigiane. Questa dinamica nasconde però un’evoluzione ancora più preoccupante: il numero dei dipendenti a tempo pieno si contrae in maniera più consistente rispetto agli autonomi.

In linea con il quadro generale, tornano ad essere negative anche le evoluzioni all’interno del distretto manifatturiero di Santa Croce sull’Arno dove il fatturato artigiano torna a contrarsi
(- 5,5%) e gli addetti flettono dello 0,7%.

In questo frangente  peggiora, e non poteva essere altrimenti, anche la propensione all’investimento. La quota di imprese che dichiarano un aumento della spesa per investimenti rispetto all’anno precedente, sia tra le realtà artigiane che tra le piccole non artigiane, tocca nel 2011 il minimo storico dell’8,5%. Riaffiora quindi quel clima di sfiducia che sembrava superato nel corso del 2010 quando la voglia di investire, specialmente nella microimpresa, mostrava almeno alcuni timidi segnali di miglioramento.

Per quanto riguarda le aspettative sulla prima metà del 2012, i dati sono chiaramente negativi soprattutto per quanto concerne l’evoluzione del fatturato e degli investimenti. Su tali variabili il saldo “ottimisti-pessimisti” registra percentuali notevolmente più elevate per coloro che guardano con prudenza o, meglio, con preoccupazione, al futuro.

Segnali  poco incoraggianti arrivano anche dalla dinamica d’impresa. Il numero di imprese artigiane registrate a fine 2011 risulta inferiore di 67 unità (-0,6%) rispetto all’anno precedente. Prendendo in considerazione i diversi settori è il manifatturiero, con un saldo negativo di 79 imprese registrate a determinare la contrazione del sistema artigiano. Continua invece a crescere, sebbene ad un tasso leggermente inferiore rispetto a quello del 2010, il numero di aziende afferenti all’edilizia (+42, +0,9%) mentre quelle dei servizi rimangono sostanzialmente stabili: l’aumento delle imprese operanti nei servizi alle imprese, nelle riparazioni e nell’informatica compensa il calo dei settori trasporti merci e magazzinaggio e servizi alla persona.


Il punto di vista di Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa
“La progressiva riduzione del potere di acquisto delle famiglie, i problemi sul versante occupazionale, le difficoltà nell’accesso al credito e la durezza delle politiche fiscali - commenta il Presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini - stanno avendo effetti fortemente depressivi sulla domanda interna, colpendo in particolar modo le imprese di piccola e micro dimensione che difficilmente trovano sbocchi su altri mercati. Di conseguenza – prosegue Pacini – anche gli investimenti di queste aziende risultano particolarmente scoraggiati. La Camera di Commercio di Pisa interviene da tempo, con specifiche iniziative, per favorire l’accesso al credito e per incentivare l’innovazione della piccola impresa. Anche quest’anno il bando relativo ai contributi a fondo perduto ha esaurito rapidamente le risorse disponibili registrando oltre 400 domande e attivando ben 23 milioni di nuovi investimenti. Ritengo che questa sia la strada migliore da percorrere per superare il momento di grande difficoltà che stiamo attraversando.”

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